Piano Nazionale Anticorruzione 2016 Sanità

Piano Nazionale Anticorruzione 2016 Sanità

Le indicazioni di trasparenza e anticorruzione del Servizio Sanitario Nazionale richiedono particolare attenzione, che viene opportunamente e ampiamente data nel Piano Nazionale Anticorruzione 2016 Sanità , in cui vengono approfondite le misure idonee a  preservare il SSN dal rischio di eventi corruttivi in modo da realizzare un equilibrio tra la funzionalità delle aziende sanitarie e tutto ciò che ne possa ostacolare il perseguimento.

Cerchiamo da subito di inquadrare i soggetti destinatari di tali misure: ANAC specifica che l’ambito soggettivo di applicazione non è limitato alle aziende sanitarie pubbliche in senso stretto – ASL, ASP, AUSL, ULSS, ASS etc.; Aziende Ospedaliere (AO) e Aziende Ospedaliere di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione (ARNAS); Aziende Ospedaliere Universitarie (AOU); Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza (ex IPAB), trasformate in aziende pubbliche che svolgono attività sanitarie; Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS); Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) di diritto pubblico – ma si estende anche ai soggetti non di diritto pubblico, come ad esempio gli ospedali classificati, e gli altri soggetti accreditati con il SSN, la cui natura giuridica è di diritto privato, qualora controllati o partecipati dalle aziende sopra menzionate.

La prima puntualizzazione che ANAC riserva a tali soggetti riguarda la figura del RPCT, di cui definisce chiaramente il profilo, stabilendo che, data l’importanza del ruolo all’interno dell’organizzazione sanitaria, colui che assume tale funzione deve avere specifiche competenze organizzative e gestionali, oltre che sanitarie. Deve, perciò, trattarsi di un dirigente che conosca l’organizzazione sanitaria, i processi amministrativi e gestionali, capace di valutare il contesto in cui opera l’azienda sanitaria in base alle relazioni interne ed esterne  e che conosca gli strumenti di programmazione aziendale e del sistema di valutazione delle performance per le necessarie interconnessioni tra questi e il PTPC. Tali indicazioni tendono a far escludere dall’incarico il direttore generale, i dirigenti di struttura semplice, del settore gare e appalti,  dell’ufficio procedimenti disciplinari e i dirigenti esterni con contratto di collaborazione/consulenza e/o altro tipo di rapporti a tempo determinato, mentre sarebbero idonei al ruolo il responsabile del controllo di gestione,  del settore affari legali/affari generali, il risk manager, il direttore medico di presidio, il dirigente amministrativo di presidio, il direttore di distretto, il direttore di dipartimento, che hanno ruoli trasversali all’interno dell’organizzazione.

Una volta chiariti questi due punti di partenza, l’Autorità offre una accurata elencazione dei processi a maggior rischio corruzione, offrendo per ognuno delle possibili soluzioni. Ne tratteremo alcuni.

Innanzitutto, in tema di APPALTI, alla luce anche del  d.lgs. 50/2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici) si sottolinea l’esistenza di un forte conflitto d’interesse, soprattutto con riferimento agli acquisti, in quanto spesso i soggetti proponenti l’acquisto sono anche coloro che utilizzano i materiali acquistati. E’, dunque, necessario predisporre misure in grado di gestire tali conflitti, anche solo potenziali, che garantiscano trasparenza all’intero processo, prima fra tutte la pubblicazione di dati minimi relativi all’attività negoziale, in modo tale da permettere a chiunque la conoscenza dell’operato della pubblica amministrazione.  Oltre a ciò, è opportuno organizzare un adeguato sistema di controllo che coinvolga il RUP, il RPCT e il collegio dei revisori. Ad ogni modo, qualsiasi scelta di assegnazione e/o proroga, vanno adeguatamente motivate.
Si segnala che l’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) fornirà  un supporto operativo per l’attuazione di tali misure attraverso materiale che verrà pubblicato sul sito istituzionale.

Il conferimento degli incarichi è un’altra area a forte rischio corruzione, in quanto passibile di eccessiva discrezionalità; anche in questo caso ANAC offre un’ approfondita elencazione in merito alle modalità di gestione del rischio in base alla tipologia dell’incarico, anche con riferimento a sostituzioni e rotazioni del personale. Il migliore strumento utile alla riduzione del rischio in ognuno di questi casi, sottolinea ANAC, è la trasparenza, da attuare attraverso la pubblicazione (sempre aggiornata!) dell’intera procedura e delle relative motivazioni che hanno portato alla scelta o meno di un soggetto piuttosto che di un altro.

 A questo proposito va, però, necessariamente chiarito un punto:  l’ art. 41, co 2 e 3 del  d.lgs. 33/2013 già prevedeva obblighi di pubblicazione dei dati per la dirigenza sanitaria. Per effetto delle modifiche apportate dal d.lgs. 97/2016, tali obblighi sono estesi anche ai responsabili di struttura semplice. Al suddetto comma 3, tuttavia, il riferimento all’art. 15 del d.lgs. 33/2013, deve intendersi errato per un difetto di coordinamento normativo; si ritiene, invece, applicabile l’art. 14, in modo da assicurare parità di trattamento tra dirigenti medici e altri dirigenti.

Tra le “aree di rischio specifiche”, viene trattato il rapporto tra le regioni/aziende sanitarie con gli erogatori privati di attività sanitarie. Vengono analizzate tutte le fasi che conducono dall’autorizzazione all’accreditamento, indicando per ciascuna di esse  specifiche misure orientate a privilegiare il massimo livello di trasparenza dei processi e delle procedure sia nella fase di redazione degli atti che in quella della pubblicazione degli stessi. In linea generale, ANAC sottolinea l’esigenza di rafforzare la trasparenza e i controlli (eventualmente anche a campione e senza preavviso) non solo sui procedimenti, ma anche sulla qualità del servizio prestato, a tutela del cittadino.

Dato il livello di analisi riservato a questi enti (che, per esigenze editoriali, non possiamo approfondire in questa sede), per maggiori informazioni vi invitiamo a rivolgervi all’helpdesk.

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